Quali sono le origini della pinsa romana? Quali sono le differenze rispetto alla pizza? Scopriamolo insieme

La Pinsa romana nasce nel Lazio e ha caratteristiche molto simili alla pizza, con la differenza che il suo impasto rimane più leggero ed è decisamente più facile da digerire. Infatti xenadrine results diet pills, nella pinsa non è presente la farina di grano, ma un insieme di farine di cereali e legumi.

Sarà questo il motivo della migliore digeribilità?

 

Il suo sapore racchiude in sé tutte le antiche tradizioni e, la pinsa, si presenta morbida e croccante proprio grazie alla tipologia di farine di cereali e di legumi che vengono utilizzate per la realizzazione.

Durante la lavorazione questo tipo di impasto attende una lievitazione molto lenta, che può durare fino a 120 ore, per tale motivo il risultato è fragrante. Un’intensa fragranza data dal giusto bilanciamento dei suoi ingredienti e dalla rigorosa cottura elaborata.

Quali sono le reali origini della pinsa romana?

 

La Pinsa romana vede le sue origini nella schiacciata dell’antica Roma, che veniva realizzata con la farina di Kamut e di Farro, ingredienti che al giorno oggi sono nuovamente visti di buon occhio per condurre una dieta sana e leggera, in grado, soprattutto di restituire antichi sapori sulle nostre tavole.

La leggerezza di questo alimento evita il gonfiore intestinale solitamente causata dalla pizza, diminuisce l’elevata sensazione di sete e di pesantezza. Si tratta di un impasto sostanzialmente povero di grassi e di calorie, perché viene realizzato utilizzando poche quantità di olio, sale e lievito.

Le Pinse più tradizionali sono realizzate con gli stessi ingredienti delle pizze italiane, come le tipiche Margherita, Quattro stagioni o Capricciosa, al loro fianco però, da italiano, ci contraddistingue la creatività, per questo si trovano sempre abbinamenti speciali.

Abbinamenti unici e ricercati sono sempre il primo pensiero dei “creativi” italiani e dunque un tripudio di sapori viene accostato e contrastato per ottenere il risultato più goloso.

Pomodori, mozzarelle, formaggi vari, salumi e insaccati, ‘nduja di Spilinga, cipolla, noci, verdure grigliate e qualche ingrediente segreto, fanno tutti parte di un bouquet inestimabile di ingredienti, che nel loro insieme danno vita a delle opere d’arte del gusto antico.

Quante varianti di pinsa si possono trovare?

 

Oltre alle pinse tradizionali e quelle speciali, create da un “artista” ipirato sul momento, si trovano anche quelle regionali, che hanno la capacità di descrivere una regione semplicemente utilizzando l’ingrediente che meglio ne rappresenta il gusto.

Laddove l’asparago violetto di Albenga è rappresentativo della Liguria, il Gorgonzola DOP si fa il portavoce della Lombardia, un intenso caciocavallo podolico DOP rappresenta l’Abruzzo, che fa a gara con lo squacquerone di Romagna DOP, direttamente dall’Emilia Romagna, appunto.

Qui non c’è solo il mondo da scoprire, ma un’Italia intera… ricca di varianti e tradizioni che solo il gusto riesce a raccontare, perché è in questi contesti che l’esperienza si fa intensa nell’assaporare un prodotto locale.

Che sia una pinsa ovale o rettangolare, sa sa che ha un’idratazione differente dalla pizza e per realizzarla è necessario l’utilizzo di acqua sempre fredda, unita a frumento, soia, riso e pasta madre.

Quando si sceglie di curiosare tra i sapori della nostra Madre Terra e il tocco di creatività che i nostri “artisti” sanno ben amalgamare.